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Paragrafo 4 . 1903-1906: Giolitti controlla una difficile situazione.

     
Il   nuovo  governo,  presieduto  da  Giolitti,  riprese  la  politica
riformistica.  Nel marzo del 1904 venne approvata una  legge  speciale
per  la  Basilicata, che stabiliva fondi, sovvenzioni  e  agevolazioni
fiscali  per la costruzione di infrastrutture e lo sviluppo  economico
della regione. Analoghi provvedimenti furono presi a favore di Napoli,
che   porteranno,   fra  l'altro,  alla  realizzazione   dell'impianto
siderurgico di Bagnoli.
     Le   riforme  non  attenuarono  la  tensione  sociale.  Nel   sud
proseguirono le agitazioni, contro le quali le forze di polizia fecero
ripetutamente uso delle
     
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     armi,  provocando  morti  e  feriti. La repressione  antipopolare
determin  il  sopravvento dei rivoluzionari all'interno  del  partito
socialista  e  del  movimento sindacale e la proclamazione  del  primo
grande sciopero generale della storia italiana (16-21 settembre 1904).
Indetto  dalla camera del lavoro di Milano, esso si estese rapidamente
a  tutto  il paese, destando una notevole preoccupazione nell'opinione
pubblica  moderata.  Giolitti, bench sollecitato ad  adottare  misure
repressive,  scelse  la  soluzione politica:  chiese  al  re  Vittorio
Emanuele  terzo  lo  scioglimento delle camere, prevedendo  che  nuove
elezioni,  vista la paura suscitata dallo sciopero generale, avrebbero
segnato  la  vittoria dello schieramento moderato. Le  sue  previsioni
risultarono  esatte,  grazie anche alla massiccia  partecipazione  dei
cattolici,  che  intervennero nella consultazione,  per  sostenere  il
governo e impedire l'avanzata dei socialisti.
     
     [Grafico non riportato: Le elezioni in Italia dal 1861 al 1924].
     
     Nel  marzo  del  1905, Giolitti, in difficolt per  la  questione
della  statalizzazione delle ferrovie, si dimise, lasciando  al  nuovo
presidente del consiglio Alessandro Fortis il compito di risolvere  la
difficile  vertenza.  Egli riusc a condurre in porto  il  progetto  e
govern  sino  al  febbraio del 1906, quando fu sostituito  da  Sidney
Sonnino, che per rest in carica per pochi mesi.
     Nel  maggio del 1906, al Sonnino subentr di nuovo Giolitti,  che
rimase  alla guida del governo per tre anni e mezzo, durante  i  quali
var una serie di importanti riforme.
     Nel  giugno  del  1906  venne attuata la cosiddetta  "conversione
della  rendita  nazionale", ossia la diminuzione degli  interessi  sui
titoli  di  stato  dal  5 al 3,75%, allo scopo di  ridurre  il  debito
pubblico  e liberare capitali per investimenti in attivit produttive.
La manovra ebbe successo: le richieste di rimborso furono inferiori al
previsto e la Borsa reag positivamente, a testimonianza della fiducia
verso il governo e nei confronti della situazione economica.
     Nel  luglio  del  1906 furono varati altri provvedimenti  per  lo
sviluppo economico del meridione.
     La  favorevole  congiuntura  economica  fu  accompagnata  da  una
relativa  tranquillit  nei  rapporti politico-sociali,  segnata,  fra
l'altro,  dal  nuovo  prevalere  dei riformisti  sia  all'interno  del
partito   socialista  che  del  movimento  sindacale.  La   guida   di
quest'ultimo  fu  assunta  dalla confederazione  generale  del  lavoro
(CGdL),  fondata a Milano nel settembre del 1906, che si  dot  di  un
apparato  organizzativo  capace di attuare un controllo  centralizzato
delle varie vertenze e degli organi confederali su tutto il territorio
nazionale.
